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Forse
dal latino "sedile" (G. Frau), con doppio significato. Secondo
C. C. Desinan significherebbe "sella", dato che il paese sorge
proprio su una sella che divide i terreni calcarei del monte dai colli
di marna e arenaria eocenici; forse dal diminutivo "sediculis",
che spiegherebbe meglio la versione slovena del nome, Sedigla o Sedila.
L'altro significato potrebbe essere proprio quello di sella nel senso
di basto d'asino, a due versanti, visto che il paese corre su una dorsale
che, secondo P. Merkù, segnava fino al 1901 anche la isoglossa,
il confine linguistico tra friulano e sloveno. (Meno probabile la derivazione
latina proposta da Frau: luogo dove è costruita una casa di residenza). |
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E'
formato da una quindicina di borghi, caratterizzati da polimorfia toponimica,
cioè una parte con denominazione slovena, una parte con denominazione
friulana, altri con denominazione mista slovena-friulana. Sloveni: Useunt,
Coceano, Patochis, Leschiar, Moricj. Friulani: Vilìn, Schiapìn,
Scredelìn, Treppi, Guarda (friulano o germanico), Chiaròn
(incerto, forse prelatino), Frizòt, Matiùz. Misto: Zatrepi.
Notevole è la distanza dall'inizio del paese al borgo di Useunt
(5-7 km), che pertanto è la frazione più estesa di Tarcento.
La toponomastica sul versante a occidente è prevalentemente friulana,
a oriente e sulla Bernadia è slovena. |
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Nel
2002 sono 450, ma in passato anche 1600, 1450 nel 1917, oltre un migliaio
fino alla seconda guerra mondiale. Ma nel 1966 erano 633, di cui 432 presenti
e 201 emigranti, le famiglie erano 198 (Archivio parrocchiale). La punta
minima si ebbe dopo il terremoto, quando si contavano 378 abitanti. Gradualmente
il paese ha visto, in questi vent'anni, invertire il trend negativo, con
apporto anche di nuove famiglie attratte dallo splendido paesaggio offerto
da Sedilis, una sorta di balcone a 180 gradi sulla distesa del Friuli,
fino al mare. |