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E' nome collettivo che comprende 7 monti: M. Carnizza (863 mt.), M. Crosis, M. Ledine, M. Lonza (853 mt.), M. Crasata (786 mt.), M. Polbellumizze (826 mt.), M. Pocivalo (801 mt.). I monti della Bernadia sono un sito ambientale di rara bellezza: "E' senz'altro la cosa più bella che mi sia capitato di vivere negli ultimi decenni" (Vinko Sribar, archeologo di Lubiana, su "Primorska srecanja, n. 148/1993). La Bernadia è incastrata fra il torrente Cornappo, che scende dal Monte Maggiore, e il Torre, che si precipita dai ripidi pendii dei Monti Musi. Una montagna grandiosa sulla quale da sempre hanno vissuto e tuttora vivono gli uomini. Sito di straordinaria valenza paesaggistica, la Bernadia è anche testimone del neolitico e luogo di insediamento di un castelliere protostorici, di cui sono ancora visibili resti di un abitato di dimensioni notevoli, costruito interamente in pietra (muri a secco). Un villaggio a forma di anfiteatro. |
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La Bernadia , nella parte alta, è coperta da bosco costituito principalmente da ornelli (Fraxinus ornus) e da carpini neri (Ostrya carpinofolia). Più rare le roverelle (Quercus pubescens), i cornioli (Corpus mas) e i noccioli (Corylus avellana). Nei fondi delle doline è presente anche il faggio (Fagus selvatica, dalla corteccia liscia e a foglia lucida. Intorno al piazzale del Forte, sul monte Lonza, sono presenti pini e abeti piantati a scopo ornamentale all'epoca della costruzione del Faro, eretto dagli alpini negli anni '50. |